ARTISTI

Oli Bonzanigo nasce nel 1989 a Milano e attualmente vive tra la città lombarda e Palermo. Dopo la laurea in Belle Arti alla Byam Shaw School of Art di Londra, studia scultura insieme a Peter Kelley presso la London Academy e successivamente disegno e pittura alla Slade School of Art. Nel 2012 torna a Milano dove inizia a lavorare per la Fonderia Artistica Battaglia, storica fonderia milanese, specializzata nella tecnica della cera persa, dove segue le produzioni di giovani artisti internazionali. La sua ricerca artistica esplora un’ampia pluralità di linguaggi tra cui la pittura, l’installazione e la scultura, focalizzandosi sull’origine e i movimenti delle materie prime e su come esse abbiano influenzato le dinamiche tra civiltà. Nel 2014 partecipa alla Biennale di Marrakech con The 13th hour e poi di nuovo nel 2016 con il progetto Marble-sugar. Si ricordano le mostre personali presso Viasaterna, Milano; Bank el- Maghreb, Marrakech; Spazio aereo, Venezia; Halle Der Vollständingen Warheit, Colonia. Ha partecipato a numerose mostre collettive, come il recente progetto con Video Sound Art a Talpe, evento collaterale della biennale Manifesta12 a Palermo presso il Liceo Classico Umberto I; e presso le gallerie e istituzioni internazionali Through, Aghmat; Crypt Gallery, Londra; Voice Gallery, Istituto Romeno in occasione di Arte Laguna Prize, Venezia; Fonderia Artistica Battaglia, Milano; Byam Shaw School of Art, Londra; Concourse Gallery, Londra. olibonzanigo.tumblr.com

Oli Bonzanigo, o·rien·ta·mén·to, 2018 Ph. Neroshootings

Letizia Cariello nasce in una famiglia di origine napoletana dedita da duecento anni alla scultura. Oggi vive e lavora a Milano. Si laurea in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Milano e, dopo aver lavorato per il cinema in Italia e negli Stati Uniti, si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Tema ricorrente nella sua opera è la costruzione di spazi messi in relazione con il suo corpo, che presuppongono da parte dell’artista il compimento di uno sforzo. Si tratta di spazi mentali, trasfigurazioni di pensieri e stati d’animo. Le opere dell’artista – disegni, installazioni, video, sculture – sono attualmente esposte in collezioni pubbliche e private internazionali, per citarne alcune: il National Museum of Women in the Arts, il Washington DC; il Mint Museum, Charlotte, NC; la collezione di Tony e Heather Podesta, Washington DC; la Collezione Farnesina – Experimenta, Ministero degli Esteri, Roma; il Museion / Ar-Ge Kunst, Bolzano; la collezione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Torino; la collezione Etro, Venezia; la collezione Borromeo, Milano; la collezione Rusconi Art Project, Agrate Conturbia e molte altre. Ha partecipato a mostre personali e collettive promosse da autorevoli istituzioni museali, come La Triennale di Milano (2018), MART di Rovereto (2003, 2001), Kunstverein Ludvigsburg (2002). In Italia è rappresentata dalla galleria Massimo Minini.
letiziacariello.com

Letizia Cariello, Hallenbad, 2003

Giulio Frigo nasce nel 1984 in provincia di Vincenza, oggi vive e lavora a Milano dove inizialmente si trasferisce per proseguire la sua formazione artistica. Si laurea prima all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e successivamente all’UCLA di Los Angeles. Ad oggi tra i più promettenti giovani artisti italiani nel campo della pittura, è apprezzato per la sua indagine sulla modulazione della luce e per lo studio sul colore che gli hanno permesso di raggiungere livelli innovativi nell’ambito della rappresentazione artistica. Giulio Frigo intende la pittura come atto performativo, dipinti figurativi, attenti alla tecnica, ai materiali e ad altre problematiche tradizionali vengono attivati da una luce astratta, modulata. Dal 2012 l’artista è rappresentato in Italia dalla galleria Francesca Minini dove nel 2015 espone con la personale 360 780 nm. Il suo lavoro è stato esposto in mostre collettive: Brand New Gallery, Milano; Centro de Desarrollo de las Artes Visuales, La Habana; Open Mia, Bergamo; Benetton Collection, Venezia; Premio Cairo, Milano; The Workbench, Milano; Museo San Francesco, Repubblica di San Marino; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Moroso Award for Contemporary Art, Venezia; GAM ‒ Galleria d’Arte Moderna, Milano; Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma.

Giulio Frigo, 360 780NM, 2015

Evangelia Kranioti nasce nel 1979 ad Atene. Oggi vive e lavora in Francia come regista e artista visiva. La sua pratica si muove tra la fotografia, il video e la scrittura. Nel suo lavoro si mescolano desiderio, nostalgia, rapporto con le origini. Laureata in giurisprudenza presso l’Università Nazionale di Atene e in arti visive alla Scuola Nazionale di Arti Decorative di Parigi, consegue il diploma di Fresnoy – Studio Nazionale di Arti contemporanee. È vincitrice di numerose borse di studio e premi come l’Analix Forever Award e il Fresnoy Friends Award. Le sue opere sono esposte sia a livello nazionale che internazionale: Paris Photo, Biennale of Moving Images, Centre d’art contemporain-Geneva, Palazzo Grassi, Faena art, MASP Sao Paulo, Maison Européenne de la Photographie, Palais de Tokyo, NY Photo Festival, Thessaloniki Biennale. Nel 2016 riceve due Iris Awards dalla Hellenic Film Academy per la sua prima opera documentaria Exotica, Erotica, Etc. (2015), premiata lo stesso anno anche al Forum della Berlinale e presentato in diversi festival. Recentemente è stata premiata per il suo secondo film-saggio Obscuro Barroco nel contesto della Berlinale 68 (2018).

Evangelia Kranioti, Exotica, Erotica, Etc 2015

Enrique Ramírez nasce nel 1979 a Santiago del Cile. Oggi vive e lavora tra Parigi e Santiago. Studia musica popolare e cinema in Cile e nel 2007 prosegue i suoi studi in Francia presso il Centro Nazionale di Arte Contemporanea – Le Fresnoy a Tourcoing. Nel 2013 ottiene il premio Des Amis al Palais de Tokyo di Parigi e nel 2014 il Loop fair a Barcellona. La sua ricerca si colloca tra storia autobiografica e universale: Ramirez crea spazi narrativi che attraversano temi quali il viaggio e la memoria, e in cui mare è metafora liberatoria di fantasie, ma anche luogo fisico di una attuale realtà politica. Le sue opere sono state esposte presso il Palais de Tokyo, il Centre Pompidou, il Centro Culturale Louis Vuitton, la IX Biennale internazionale d’arte in Bolivia, il Museo Amparo, Puebla, Messico; Il Museo della Memoria di Santiago; il Centro Culturale MATTA, Argentina, Buenos Aires e al Gran Café a Saint-Nazaire. Nel 2017, è stato invitato da Christine Macel a partecipare a Viva Arte Viva per la 57esima esposizione della Biennale di Venezia. 
enriqueramirez.net

Enrique Ramirez, Los durmientes, 2014

Teresa Sala lavora tra Milano e Bologna come regista e filmmaker freelance. Dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali, indirizzo Cinema e Teatro, presso l’Università degli Studi di Milano, si diploma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia in Filmmaking. Dal 2013 collabora con case di produzione, fondazioni, enti pubblici e privati realizzando documentari, video istituzionali, spot e contenuti per il web. Oltre ai lavori su commissione, porta avanti la propria ricerca personale sperimentando linguaggi, contenuti e format. La sua filmografia comprende documentari, cortometraggi, spot e progetti sperimentali di ricerca che includono performance video e installazioni. I suoi film sono stati presentati in numerosi festival internazionali. Assieme all’antropologa e filmmaker Rita Maralla, nel 2013 crea Marsala, un progetto di ricerca artistica multimediale sulla relazione tra corpo, spazio e identità. I suoi lavori sono stati premiati da ViaEmili@DocFest, Visioni Italiane, Civitanova Film Festival e Desenzano Film Festival. 
teresasala.com

Teresa Sala, Non è amore questo, 2017

Thadeusz Tischbein, nato a Chemnitz nel 1971, abita in Germania. Tra il 2008 e il 2016 ha studiato a Lipsia, Braunschweig (Germania) e Bucarest (Romania) con Candice Breitz, Clemens von Wedemeyer e Günther Selichar. Il suo lavoro ripercorre tragiche eredità politiche, verità che non vanno dimenticate da cui si possono trarre importanti lezioni per il futuro. I suoi video sono stati presentati in festival ed esposizioni internazionali tra cui si ricordano: nel 2018 Rencontres Internationales Paris/Berlin, Parigi; Kurzsuechtig, Lipsia, dove è stato premiato come Miglior Film Sperimentale e con il premio del pubblico; nel 2017 XVI International Kansk Video Festival, Kansk e Mosca; XI Istanbul International Architecture and Urban Films Festival, Istanbul; EMAF European Media Arts Festival, Osnabrück, dove è stato selezionato per il premio EMAF Media Arts Award (VDFK). Nel 2019 il suo lavoro Snow White è stato premiato al VKRATZE! 2019 International Short Film Festival e Atlas of the Wounded Buildings nominato per il Golden Trellick Award al PORTOBELLO FILM FESTIVAL di Londra.
tischbein.org

Thadeusz Tischbein, Land Shape #1, 2019

Driant Zeneli è un artista albanese nato nel 1983 a Shkoder che attualmente vive e lavora tra Milano e Tirana. Nel 2019 ha rappresentato il Padiglione Albanese alla 58esima esposizione della Biennale di Venezia. La sua ricerca artistica si concentra sulla ridefinizione dei concetti di fallimento, utopia e sogno, che rappresentano il punto di partenza per nuove possibilità. Questi elementi svolgono un ruolo centrale nelle sue opere più recenti, sia cinematografiche che performative . Nel 2017 vince il MOROSO Prize e nel 2009 il Young European Artist Award Trieste Contemporanea. Lo stesso anno è direttore artistico di Mediterranea 18 Young Artists Biennale, evento internazionale e multidisciplinare che si svolse tra Durres e Tirana. È co-founder di Harabel Contemporary Art Platform con base a Tirana. Ha partecipato a mostre personali e collettive quali: Autostrada Biennale, Prizren, Kosovo; GAMEC, Galleria d’arte Moderna e Contemporanea, Bergamo; Passerelle, Centre d’Art Contemporain, Brest; Mostyn Gallery, Galles; MuCEM, Marsiglia; Accademia di Francia, Roma; Centre Pompidou, Parigi; IV Bienal del Fin del Mundo, Chile; GAM, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, Torino; 54esima esposizione della Biennale di Venezia, Venezia; Prague Biennale 5, Praga; Galleria Nazionale del Kosovo, Prishtine; Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova; Galleria Nazionale di Tirana.
driantzeneli.blogspot.com

Driant Zeneli, Some say the moon is easy to touch, 2011

All’interno del macro-tema del resto si colloca un progetto (virtuale) che si sviluppa anche sui social del festival, parte di un intervento sulla decolonizzazione del futuro a cura di Thomas Ba.

Teresa Fogolari è un’artista digitale e designer, nasce a Udine nel 1996. Nel 2019 si è laureata in Direzione Creativa presso University of the Arts London. La sua pratica si focalizza sulla creazione di atmosfere ultraterrene, l’esplorazione delle nuove tecnologie le loro implicazioni. Fogolari lavora come libera professionista creando grafiche 3D per schermo, stampa, VR e AR. Tra le sue mostre più recenti si ricordaDigi-G xl presso Glogaurair, Berlino.
teresafogolari.com

Davide Zulli nasce a Varese nel 1993 e cresce nel mondo dei graffiti e dell’illustrazione. Nel 2018 consegue il diploma accademico in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove oggi prosegue gli studi specialistici in scultura. La sua ricerca artistica si articola attraverso pratiche di archeologia speculativa nelle quali Zulli assume il ruolo di ricercatore, spesso sottolineando il contrasto tra una realtà violenta e caotica e una dimensione intima e puntuale.  Tra le esposizioni recenti a cui l’artista ha preso parte si ricordano: Sub Strato, Varese; Art Expo Huis Dokter Guislain, in collaborazione con gli studenti della LUCA- School of art di Ghent, Ghent; Pxl-MAD School of art, Hasselt; De Velnix – Tongeren; Ipercorpo festival, Forlì.


VINCITORI OPEN CALL

Caterina Gobbi nasce nel 1988 a Courmayeur, oggi vive e lavora a Berlino. È artista visiva, performer e dj, la cui ricerca si interessa in particolare ai legami sentimentali che gli esseri umani hanno con e nell’ambiente circostante. Elemento fondamentale a sostegno della sua ricerca è quello del suono, utilizzato come mezzo esplorativo delle diverse relazioni. Si laurea in scenografia al Royal College of Art di Londra, dove ha modo di approfondire il suo interesse per una sperimentazione materica e concettuale. Espone in Italia e all’estero presso gallerie e istituzioni come: Castello Gamba, Aosta; Chalton Gallery, Londra; OUTPOST gallery, Norwich; Soundscapes, Milano; Karen Huber Gallery, Città del Messico; GlogauAIR, Berlino.
caterinagobbi.com

Caterina Gobbi, LIPS (Lost in Plain Sight), 2019

Cecilia Mentasti nasce a Varese nel 1993 e attualmente vive e lavora tra Como e Milano. Di recente conclude il proprio percorso di studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in pittura. Ha dato vita al progetto collettivo BRACE BRACE, spazio indipendente la cui ricerca spazia dall’arte contemporanea, alla fotografia, alla grafica. L’intento della ricerca di Cecilia è riportare alla luce il lavoro, silenzioso e non riconosciuto, di tutti quei quieti attori del sistema dell’arte, dai restauratori, agli assistenti, agli art handler, che si prendono cura delle opere nel tempo. Ha partecipato a diverse residenze e iniziative di ricerca come: XXX, Romania; Ci siamo arrivati dopo, Fucina 11, Milano; The Hidden City, Manifesta 12 (evento collaterale), Palermo; Spazi Festival 2018, Milano; Milano – Londra A/R (The Fine Art Collective – Accademia di Belle Arti di Brera), How to be the other way, Centre For Films And Ethics – Queen Mary University of London, Londra.

Cecilia Mentasti, Notes on take care, 2018