Ospiti

ARTISTI

Hoël Duret
1988, Nantes

Nato nel 1988 Hoël Duret si è diplomato all’Ecole des Beaux Arts di Nante.
Il suo lavoro è stato presentato al Centro Pompidou, al Palais de Tokyo,a Palazzo Strozzi, all’Opéra Garnier – Opéra de Paris, al Seoul Art Museum, a Yishu 8 – Beijing, à Martos Galery Los Angeles, à Castillo/Corrales, au FRAC des Pays de la Loire. Attualmente vive e lavora tra Parigi e Nantes. Le opere di Hoël si inscrivono nell’ambito dell’assurdo, sono le visioni di un artista maldestro.Sotto la superficie burlesca e spesso ironica si nasconde un pensiero critico, tra omaggio e irriverenza alla storia dell’arte, visibile attraverso numerosi riferimenti nascosti nelle sue opere. La sua pratica è trasdisciplinare e i suoi riferimenti riguardano il cinema, il design, la danza, la pittura, la musica o l’architettura. La riflessione plastica e critica dell’artista si sviluppa anche nella realizzazione di numerosi progetti cassetto nei quali la finzione e il racconto svolgono un ruolo centrale. Ogni progetto adotta differenti forme che corrispondono a differenti tappe di narrazione e danno vita a installazioni,video, performance, progetti editoriali, pitture e sculture. La costruzione delle opere si sviluppa come se si trattasse di film con una scenografia, degli atti, dei personaggi. Hoël si figura la creazione e il ruolo dell’artista con una grande libertà , la sua è una visione multiforme che va verso un’arte totale che conserva la sua autorità.

OSPITI

Anna Lambertini
Architetto e paesaggista Dipartimento di Architettura, Università degli Studi di Firenze. Professoressa associata di Architettura del Paesaggio/ICAR 15 presso il Dipartimento di Architettura di Firenze dal 2016, attualmente insegna alla Scuola di Architettura dell’Università di Firenze e all’Ecole Euro-Méditerranéenne d’Architecture, de Design et d’Urbanisme di Fés (Marocco). Ha insegnato presso i corsi di laurea in “Gestione Tecnica del Paesaggio” dell’Università di Perugia e di “Scienze dell’Architettura” dell’Università di Firenze e presso numerosi corsi di formazione professionale. Architetto e paesaggista socia AIAPP/IFLA, con specializzazione triennale post-laurea in Architettura dei giardini e Progettazione del Paesaggio, ha conseguito il dottorato in Progettazione Paesistica presso l’Università degli Studi di Firenze. Dal 1995 al 2016 ha svolto attività professionale nell’ambito dell’Architettura del paesaggio, per il settore pubblico e privato. Ha fondato a Firenze con Tessa Matteini lo studio limes architettura del paesaggio. Ricerche e progetti sono stati attivati e/o realizzati in Italia, Francia, Russia, Spagna, Libano. Costituiscono suoi ambiti privilegiati di esplorazione scientifica la dimensione dei paesaggi del quotidiano e la gestione inventiva dello spazio pubblico (urbano e rurale), con particolare riferimento ai seguenti temi: riconfigurazione dei vuoti di margine, intersezioni tra pratiche artistiche e progetto di paesaggio, progetto dello spazio ludico, produzione storica e contemporanea dell’arte dei giardini. E’ autrice di numerose pubblicazioni, tra cui le monografie Fare parchi urbani, Firenze University Press (menzione speciale al Premio internazionale Hanbury-Grinzane Cavour 2005); Giardini in Verticale, Verbavolant 2007 (tradotto in inglese/Thames&Hudson 2007, francese/Citadelle&Mazenod 2007 e tedesco/DVA 2009); Urban Beauty! Luoghi prossimi e pratiche di resistenza estetica, Editrice Compositori 2013.  Dal 2016 è direttore responsabile e scientifico della rivista semestrale di AIAPP Architettura del Paesaggio. Fa parte del comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi e Ricerche per il Paesaggio

Marco Mancuso
Marco Mancuso (1972, Milano) è critico, curatore, docente ed editore indipendente, che focalizza la sua ricerca sull’impatto delle tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea. Fondatore e direttore dal 2005 della piattaforma Digicult, del Digimag Journal e della casa editrice Digicult Editions, insegna da oltre un decennio New Media Art alla NABA e allo IED di Milano, Sistemi editoriali per l’arte all’Accademia di Belle Arti Carrara di Bergamo ed è visiting lecturer alla RUFA di Roma. Ha curato e co-curato mostre ed eventi tra cui i festival Mixed Media (Milano, 2006) e Screen Music (Firenze, 2006-2007), la performance di arte pubblica Graffiti Research Lab / Laser Tag (Roma, 2008), la rassegna Sincronie (Milano, 2008-2009), la collettiva The Mediagate (Lodz, 2010). https://www.marcomancuso.net/

Mathilde Roman
Dopo gli studi di filosofia, Mathilde Roman consegue il dottorato di ricerca in Arti e Scienze dell’Arte all’Università Sorbonne 1 di Parigi. E’ docente al Pavillon Bosio, scuola d’Arte e Scenografia di Monaco dal 2006. Critica d’arte, è tesoriere di AICA International. Ha pubblicato due saggi: On stage. La dimension scénique de l’image video, Intellect, UK, 2016, e Art video et mise en scène de soi, L’Harmattan, 2008. Recentemente a capo di diversi progetti curatoriali come Danse, Danse, Danse al Nuovo Museo Nazionale di Monaco, 2016, Plein écran, La Station, Nizza, 2017, e curatrice di Movimenta, la prima biennale dell’immagine in movimento a Nizza, Novembre 2017.